Caratteristiche del Recording Studio

maurizio orfei contributordi Maurizio Orfei

4 chiacchere attorno allo Studio di Registrazione:
Criteri di scelta dello Studio, descrizione, logistica, ambienti, cablaggi, la patch bay scheda tecnica, planning operativo e tanto altro.

Per il tipo di produzione che stiamo trattando il planning standard delle registrazioni sarà probabilmente il seguente:

– Ritmiche (batterie, basso, eventualmente chitarra ritmica)
– Chitarre (acustiche ed elettriche, ritmiche e soliste)
– Tastiere (pianoforti, Hammond, Rhodes, Wurlitzer)
– Elettronica (VST instruments e tutto ciò che arriva direttamente dalla DAW)
– Orchestra (violini, fiati, legni, solisti e sezioni)
– Cori (armonizzazioni, sezioni)
– Vocals (solista, armonizzazioni)

La scelta dello Studio per il nostro recording sarà fatta puntando la nostra attenzione sui seguenti elementi:

– sale di ripresa
– microfoni
– preamplificatori
– backline residente

Lo strumento che ci aiuterà preliminarmente in questo sarà la scheda tecnicaIn essa sono presenti le caratteristiche degli ambienti e l'intero equipment. Spesso è direttamente reperibile sul sito dello Studio.

Sarà importante poter disporre della scelta più ampia e diversificata (nel genere oltre che nel numero) di microfoni e pre.
Il backline merita di essere inserito per quegli studi che 
devono la loro fama anche ad una ricca collezione di strumenti soprattutto vintage.

Sale di ripresa

Si definisce "Studio" tutta la zona adibita alle riprese. Questa a sua volta può comprendere una o più:

– Live Room
– Isolation (iso) Booth

A differenziare questi spazi sono le dimensioni e le caratteristiche acustiche e quindi sonore. Questi spazi sono isolati acusticamente tra di loro e rispetto alla regia, ma la loro caratteristica non è solo di fermare il suono ma di “avere” un suono che auspicabilmente sfrutteremo nelle nostre registrazioni.

Live Room

la live room negli studi di registrazione

è la sala di ripresa più grande, la useremo per registrare gli organici più estesi (overdub di parti orchestrali), la batteria per sfruttare anche riprese dell'ambiente o la ritmica al completo.
Ricordando il principio che tutto ciò che stiamo analizzando è al servizio di un progetto artistico, il fatto che la produzione riguardi un artista solista piuttosto che una band condizionerà le nostre scelte. Nel primo caso faremo largo utilizzo di turnisti e quindi di overdubbing mentre per la band sarà preferibile se non obbligatorio, poter predisporre da subito un recording set up che permetta a tutti i componenti di suonare (e registrare) contemporaneamente le parti principali (ritmiche).

L'acustica della sala può essere fissa e differenziata secondo le zone e secondo i materiali di cui è composta, e/o variabile tramite strutture e pannelli mobili. Le sue peculiarità possono favorire e caratterizzare il nostro sound.

Isolation/Vocal Booth

isolation vocal boothSono spazi di ripresa più ristretti normalmente dedicati alla sovrapposizione di voci soliste piccole sezioni di cori o amplificatori. Hanno tendenzialmente un suono più “fermo” . Le iso booth sono preziosissime anche per un utilizzo in contemporanea con la Live Room. Infatti consente di far suonare insieme nella Live Room la ritmica, ma con gli ampli di basso e chitarra opportunamente isolati e microfonati nelle iso, in una delle quali a parte, magari stiamo sovrapponendo anche una voce guida. Parleremo nei prossimi appuntamenti del sistema di monitoraggio per i musicisti nei differenti line up.

 

 

 

 

Patch bay/Stage box

patch bay o stage box negli studi di regisrtazioneTutti gli spazi adibiti alla ripresa sono isolati tra di loro e con la control room (regia) verso cui vanno tutte le connessioni che saranno disponibili su di una patch bay insieme a tutte le connessioni dell'equipment presente nella stessa regia.

Ogni sala di ripresa avrà delle stage box che preleveranno i segnali degli strumenti (microfoni e in qualche caso linea) e in senso inverso “rilanceranno” i mix per il monitoraggio dei musicisti. Il numero di canali prelevabili da ogni sala sarà direttamente proporzionale allo spazio a disposizione. Una grande Live room avrà più di una stage box anche per evitare impropri ed eccessivi passaggi di cavi consentendo come su un palco, di avere il punto di raccolta dei segnali più vicino possibile ad ogni strumento.

Il tipo di connessioni presenti su una stage box sarà il più implementato possibile per la maggior flessibilità dello studio. Troveremo quindi nel formato M (male) e F (female):
XLR M/F microfoni, monitor send
Jack F cuffie, line in
Speakon F Passive monitors
CAT5 F ethernet per segnali di monitoring

Control Room

control room studio di registrazione professionale

la CR è il punto di raccolta e di smistamento di tutti i segnali, nonché del recording, editing, processing, monitoring, etc, tramite la patch bay.

Mentre lo studio può avere acustica variabile, la regia ha una caratteristica precisa e inamovibile finalizzata al “controllo” di tutti i segnali col fine di permettere a chi ci lavora di avere un ascolto neutro ma reale, il più possibile uniforme nei vari punti della stanza.

Il punto d'ascolto più preciso e imparziale (fuoco) sarà alla seduta del Sound Engineer rispetto a tutti i sistemi di ascolto a sua disposizione:

Main reference
Nearfield

Ogni ascolto ha la sua ragion d'essere:
Il Main per pressione sonora ed estensione della banda ci servirà per decidere la bontà del suono proveniente dallo studio e per il recording in modo da avere la certezza che tutto proceda regolarmente.
Il nearfield, molto più simile all'ascolto consumer, lo useremo meno in questo fase, ci servirà soprattutto per il riascolto o per impostare premix a fine sessione.

E' ormai consolidata abitudine quella di effettuare overdubbing di chitarre e bassi “tenendo” il musicista con noi in CR portando solo il suo segnale instrument nello Studio dove saranno presenti il (gli) ampli microfonati. Il tutto a vantaggio dell'ascolto per il sessionman e l'interazione nostra e del produttore con lo stesso.