La creazione di un trailer per film

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di Stefano Maccarelli

Ciao a Tutti !
Nel precedente appuntamento abbiamo visto a grandi linee, in cosa consiste il lavoro del sound designer e come realizzare un Moke-Up orchestrale.

 

Il Sound Designer è una figura polivalente che unisce diverse competenze, quella del tecnico del suono e del musicista.

Abbiamo visto che uno degli strumenti principali è rappresentato indubbiamente dalla DAW, cuore nevralgico del processo creativo del sound designer. Ma, ovviamente,  ci possono essere altri strumenti come microfoni, oggetti, la fantasia non deve mai mancare e spesso accade di dover registrare suoni da poter utilizzare come tavolozza per i nostri lavori.

In questo appuntamento scenderemo più nel dettaglio e andremo a realizzare il nostro primo trailer di un ipotetico film o serie tv, mostrando le fasi più importanti della lavorazione.

Purtroppo vista la mole di argomenti trattati non potrò approfondire troppo ogni sezione, cercherò comunque di fare il possibile. Per chi vuole ascoltare il risultato finale prima di leggere può cliccare Qui

FASE 1 : IL BRIEF

In questa fase il sound designer comunica con il Regista Producer, Copywriter, e tutte quelle persone coinvolte nel processo creativo del prodotto e riceve le prime informazioni.

E’ una fase molto importante dove è necessaria chiarezza assoluta, farsi un idea sbagliata delle esigenze dei clienti porta inevitabilmente ad una perdita di tempo  causata dal dover, molto probabilmente,  rimetter mano alla lavorazione.

Intendiamoci, le modifiche fanno parte di questo lavoro, il processo creativo passa spesso attraverso confronti, cambiamenti , ripensamenti, ma se si parte con il piede giusto è sicuramente più conveniente per tutti.

Quindi prima cosa CHIAREZZA !

Facile a dirsi, meno a farsi , perché bisogna capire cosa desiderano le persone responsabili del lavoro e non sempre le informazioni ci vengono date in maniera esauriente, quindi non avere paura a chiedere.

Stabilito il tipo di lavoro da effettuare si passa alla successiva fase

FASE 2 : ANALIZZARE IL FILMATO

 Per questo nostro appuntamento ho realizzato appositamente un filmato prendendo alcune immagini da diversi film di prossima uscita, poniamo che ci sia arrivato da un Editor il quale ha montato su una musica di appoggio e ora ha necessità di una colonna sonora originale e sound design.

In questa fase iniziamo a renderci conto più da vicino del lavoro da svolgere.
Iniziamo a studiare i punti interessanti da sottolineare e a capire il BPM più giusto.

 Una volta importato il filmato, generalmente Quick Time H264,  impostiamo il nostro metronomo iniziamo a visionare il video e capire come iniziare il brano, che tipo di effetti possono servirci, segnare con eventuali marker dei punti importanti di sync che potrebbero influenzare la nostra composizione e la sua evoluzione, e il mood complessivo che vogliamo dare al brano.

Devo dire che ogni volta questa fase crea un po' di ansia. In quanto vedere il “foglio” bianco e sapere che il tempo scorre inesorabile ti porta un po' di stress, mi verrà un’ idea? Riuscirò a consegnare in tempo ?

La creatività non dovrebbe essere imbrigliata tra le catene temporali, ma stiamo parlando di lavoro per cui, è inevitabile, abituiamoci alla cosa e cerchiamo di essere produttivi sotto stress.

FASE 3 : COMPOSIZIONE

Diciamo subito che ognuno ha il proprio metodo, chi compone direttamente con Sibelius, strutturando la partitura in maniera più classica e, molto spesso, in questi casi, ci troviamo di fronte a compositori con un background più accademico, chi scrive il tutto con il piano e chi, come nel mio caso , ha un approccio più “empatico” e in qualche modo istintivo, il tutto dipende molto dal proprio percorso di studi e professionale, dal proprio stile musicale, e da come ci si trova meglio.

Quello che conta è il risultato.

Per questa articolo ho preparato una traccia demo velocemente realizzata su un ipotetico Trailer fantascientifico.

La Daw scelta in questa fase è  STUDIO ONE della PreSonus.

La sessione non è molto complessa, il brano ha una struttura lineare per cui non c’è un grosso affollamento, o utilizzo di tante patches e articolazioni differenti.

Nonostante questo, gli instruments utilizzati sono numerosi e la richiesta da parte della CPU è nella media.

La macchina è un Mac Pro 2013 6 Core.

Durante questa fase le richieste di potenza tendono a salire in quanto mi piace lavorare con dei buffer size  più bassi possibili, ottenendo in questo modo  bassa latenza, necessaria per poter suonare senza grossi problemi.

Mano a mano che la sessione si complica, di solito, tendo ad aumentarla cercando di arrivare ad un compromesso tra latenza e carico sulla CPU.

Studio One da questo punto di vista offre una potente funzione di transform to audio che permette velocemente di trasformare una traccia instruments midi in una traccia audio, il tutto in maniera non distruttiva e totalmente reversibile mantenendo anche eventuali editing, diciamo un freeze di Cubase più pratico ed evoluto. Questo permette di alleggerire il carico di lavoro mano a mano che la sessione diventa carica di patches e virtual instruments.

Andiamo ad analizzare gli strumenti scelti !

Ho utilizzato sia sezioni classiche di Celli, Violini e Viole  e Horns , ma anche molti suoni electro, come pad synth, arpeggiatori, e suoni ritmici quasi di stampo dubstep.

Vediamo in dettaglio:

-    14 Istanze di NEXUS 2

-      4 Zebra 2

-    13 Istanze Kontakt 5

-    Per gli archi e i pad  ho utilizzato: Action Strings Native Instruments, e alcune patch della LASS, e diversi moduli di Nexus

Sezione archi

Quando si realizzano gli archi , sia se sono “ legato”  o a “ corsa “ in 16th o altri valori,  tendo sempre ad anticipare la nota midi di un filo rispetto alla misura in griglia , questo per dare più realismo e fluidità al tutto, quasi mai quantizzo, in quanto l’esecuzione assumerebbe un andamento molto meccanico e poco realistico, anche se in questa demo l’aspetto sinfonico è marginale. Per cui la fase della programmazione midi è essenziale, per buoni risultati, e bisogna armarsi di tanta pazienza quando si vuole raggiungere un realismo notevole. In questo caso si tratta più di un “tappeto” tranne in alcuni punti, quindi il tutto è più semplice.

Un video con alcune sezioni di Archi e Pad in solo.

Sezione elettro

Per le sezioni electro mi sono avvalso di Nexus 2 che trovo molto “veloce” e pratico soprattutto quando vuoi avere suoni disponibili in buone quantità e anche dell’eccellente Zebra 2 che trovo veramente potente.

Per le percussioni elettroniche ho scelto suoni di Vengeance mentre per i Taiko una patch del bellissimo HZ01 della Spitifire Audio.

In questo video alcune parti in solo della sezione electro.

 

Ho completato la parte musicale con degli Horns della Project Sam  “Orchestral brass Classic“ e altri suoni minori e di contorno.

Terminata la fase strumentale ho iniziato a pensare ad un contributo vocale.

I vocalizzi

Quando si affrontano i vocalizzi è sempre un momento particolarmente creativo e stimolante.

Una fase nella quale sperimento molto,  prima di arrivare al risultato finale perché insieme alla cantante possono uscire diversi take  e preferisco avere tanto materiale sul quale lavorare.

Quando parliamo di vocalizzi sembra scontato intendere sonorità vocali costruite per lo più da suoni vocali classici: Ah , Eh , Ih, Oh, Uh.

In realtà oltre a questo tipo di sonorità diventa interessante strutturare il vocalizzo attraverso l’utilizzo di fonemi, suoni che ricordano linguaggi antichi o altre lingue, questo rende il tutto più interessante, dando una metrica al vocalizzo e una sonorità decisamente più interessante e meno stancante.

Vediamo qualche esempio in video durante la registrazione del brano:

In questo video abbiamo notato come la cantante Clara Sorace non ha eseguito vocalizzi usando semplici vocali, ma ha creato dei suoni più articolati. Questo è uno dei metodi per realizzare vocalizzi per sound track. Ci vuole una certa tecnica e sensibilità musicale anche da parte della cantante in quanto molto spesso si trova a non dover interpretare una melodia ben precisa, o una metrica o un testo, ma il tutto avviene spesso improvvisando,  dopo un breve dialogo con il compositore con il quale si stabiliranno alcuni punti prima di registrare.

Per cui anche la creatività della cantante è essenziale per la buona riuscita della parte vocale in questo genere musicale.

 

Nel video seguente ascolteremo un tipo di vocalizzo differente, più brillante, costruito principalmente attraverso l’utilizzo di vocali alternate a piccoli fraseggi ritmici.

Si continua cosi fino ad arrivare al risultato cercato

Registrati diversi take si sceglieranno le parti più interessanti, e si andrà ad editare il materiale , eliminando fiati e aggiustando gli attacchi e le uscite dove serve.

FASE 4: SOUND DESIGN

Ultimata la realizzazione della musica si passa alla fase di Sound Design vera e propria. In questa fase verranno aggiunti tutti quelli effetti sonori utili alla narrazione del filmato.

Ci si potrebbe domandare, perché vengono inseriti nuovi effetti sonori in un trailer di un film o di una serie ?

Non è possibile usare quelli originali ?

La risposta è:  non sempre!

Molto spesso quando il montatore realizza il montaggio video del trailer utilizza la colonna audio del film, e molto spesso ha a disposizione nella migliore delle ipotesi una colonna M&E ovvero musica ed effetti, con i dialoghi separati.
In questo modo non sempre gli effetti saranno puliti , spesso saranno mixati con la musica,questo causerà grossi problemi di resa finale.
Alcune volte è possibile disporre degli effetti sonori originali e si potranno utilizzare, andando ad integrare dove serve.

Per questa fase, come ho spiegato nel primo appuntamento, il 99% delle volte utilizzo ProTools.

In quanto trovo poco fluido il lavoro di sound design con altre Daw. Il sistema AVID possiede tutto quello che serve per svolgere questa fase nel modo più veloce possibile.

Il sound design di questo tipo di filmati  si struttura inizialmente con la ricerca dei vari effetti sonori che andranno montati, editati, messi in sync, processati  e per questo  io, utilizzo il WorkSpace di ProTools.

 

Ogni Sound Designer che si rispetti ha una sua collezione di suoni , ci sono molte aziende che producono library di suoni, Sound Ideas, Twenty Century Fox, Sony ed altre, ovviamente sarà buona regola crearsi anche una o più library personalizzate, sia registrando suoni in presa diretta, sia ricavandoli da vari processi di sintesi.

Tornando al nostro trailer, ho iniziato la ricerca dei suoni più importanti e che potevano servire a rendere il tutto più completo ed efficace.

Tramite il WorkSpace si inizia quindi la fase di ricerca attraverso parola chiave, esempio: “explosion” il sistema mi darà tutti i suoni di questo tipo presenti nei miei dischi, a quel punto con molta pazienza andrò ad ascoltare il risultato della ricerca, scegliendo quelli più idonei.

ProTools 11 permette una comoda funzione di “ Cataloghi “ attraverso i quali creare una raccolta di suoni preferiti per ogni tipologia in moda da velocizzare questa fase, quando si ha poco tempo.
Trovato il suono che ci interessa andiamo a struttura la nostra texture sonora. In base alla complessità del lavoro ci possono volere molte ore anche per un “semplice “ trailer.

Dipende se poi il mix sarà in stereo, o 5.1 andando ad aumentare la complessità del tutto.

Uno dei “ trucchi” nel sound design, se così possiamo chiamarlo, è quello di creare delle textures sonore multi layer, ecco quindi che una semplice esplosione, o uno sparo, non sarà composto da un solo suono, ma il risultato finale sarà dato da diversi suoni miscelati.

Per questo nostro appuntamento ho realizzato un Sound Design di base, andando a sonorizzare gli elementi principali , per avere un idea del tipo di lavoro.

Vediamo e ascoltiamo il risultato del nostro sound design senza musica:

Il risultato

FASE 4 : DIALOGHI E DOPPIAGGIO

Terminata la musica e il sound design, si completerà il tutto con dei dialoghi che molto probabilmente saranno presi direttamente dalle battute del film, in gergo vengono chiamati “ Sound Byte “. Il producer e/o montatore selezioneranno le battute più interessanti, coinvolgenti, per rendere il trailer nei pochi secondi o minuti che dura il più possibile d’impatto e dare al video  un “collante “ narrativo.

Oltre ai “ Sound Byte “ molto probabilmente ci sarà la voce di un doppiatore che si incastrerà all’interno della struttura narrativa del filmato.

La scelta di un doppiatore o speaker per un trailer non è così scontata.

Si potrebbe pensare di chiamare uno dei tanti e bravissimi doppiatori che abbiamo, ma il risultato non è così ovvio.

Saper registrare un trailer non è cosa da tutti. Ci possono essere grandi, grandissimi doppiatori che non rendono particolarmente in questo tipo di lavoro.

Nel nostro trailer ho utilizzato dei dialoghi presi da altri film.

 

FASE 5 MIX E FINALIZZAZIONE

Questa è una fase che richiederebbe molto tempo, come del resto ognuna di quelle che abbiamo affrontato in questo articolo.

Ci sarebbe tanto da dire, non solo dal punto di vista del mix stesso, ma anche su quanto sia importante il target finale del nostro filmato. Sapere il media di diffusione è fondamentale Tv, Cinema, Web ?

Un prodotto destinato alla Tv deve necessariamente essere affrontato in maniera diversa in termini di mix, e in parte di sound design, rispetto ad esempio al cinema o al web.

Dinamica, risposta in frequenza, tipologia di spettatore, parametri e specifiche di messa in onda , sono tutte variabili che in base al media cambiano e di conseguenza ci portano a scelte differenti.

Un mix Tv probabilmente avrà queste caratteristiche:

-   Dinamica inferiore

-   Minore presenza di basse frequenze

-   Maggior uso di compressione e limiter

-   Curva di equalizzazione differente che porti ad enfatizzare la zona delle voci.

-   Rigido rispetto dei parametri di messa in onda di loudness ( in particolare su piattaforma SKY ) vedi EBU R 128/1770

Un Mix Cinema avrà caratteristiche di questo tipo:

-    Multi Canale

-    Maggiore Dinamica

-    Curva di Equalizzazione differente dal mix TV

-    Maggiore presenza di basse frequenze e uso del canale LFE ( low frequency effect )

Ovviamente, non è escluso che il nostro trailer usufruirà di tutti i media possibili.

In questo caso il miglior lavoro da fare sarebbe quello di partire dal mix cinema multi canale, effettuare un downmix stereo, meglio se manuale, ed effettuare dei master differenti tenendo ben in mente le diverse specifiche dei media Tv e Web.

Nel nostro caso il Trailer è stato concepito pensando ad un utilizzo più Tv / Web.

Con questo è tutto, anche questo appuntamento termina qui.

Vi lascio al video del nostro trailer ultimato e pronto per essere distribuito!

Buona Visione !

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