Dangerous Music Compressor Recensione e Analisi

dangerous-music-compressor-recensioneDangerous Music Compressor
VCA PEAK & RMS BUS COMPRESSOR

Il target di Dangerous Music è senza dubbio quello di mantenere la trasparenza e la pulizia del segnale senza alcun compromesso. Questa è la prima prerogativa con la quale si presenta il Dangerous Music Compressor: controllare le dinamiche  senza aggiungere distorsione o modificarne il timbro in alcun modo. Come le altre macchine progettate da Chris Muth, il Compressor è un raro connubio tra musicalità e trasparenza.

Pro

Trasparenza
Musicalità
Bassissimo rumore di fondo
Controlli over easy

Contro

Parte dei potenziometri non a scatti
Escursione del gain troppo ampia per il mastering
Singola frequenza del passa alto sul sidechain

Dopo aver realizzato diverse macchine custom per i più grandi e famosi engineers del pianeta, Chris Muth si è dedicato alla produzione di massa. Cavalcando il successo del “Bax EQ” ora arriva il “Compressor”, una macchina destinata ad essere trovata nella consolle o nel rack di molti studi di registrazione e di mastering. Questa nuova arrivata in casa Dangerous può essere usata sia come strumento chirurgico nelle mani di un esperto tecnico di mastering sia in maniera più elementare ed immediata da un sound engineer alle prime armi, ottenendo in entrambi i casi degli eccellenti risultati.

Hardware

elettronica DANGEROUS MUSIC COMPRESSORL’elettronica è montata in un robusto contenitore grande due spazi rack, il pannello anteriore è sufficientemente massiccio e solido, non sono presenti fori per la ventilazione, si può dedurre quindi che questa unità non soffra di problemi dovuti al surriscaldamento. Sollevando il coperchio superiore, piuttosto pesante e spesso, si può osservare l’elettronica interna dove si notano un totale di cinque pcb con saldature smd. Moderna, essenziale e razionale sono le prime caratteristiche che vengono in mente osservando la disposizione e la spaziatura di schede e componenti ad esse saldati. Sulla destra si nota la parte dedicata all’alimentazione, dove sono presenti due distinti voltaggi rispettivamente prodotti da due singoli alimentatori, 9V e 18V entrambi da 5VA. L’alimentazione è stabilizzata tramite pozzi a fet con relativi dissipatori. Al centro in basso trova posto la scheda inerente all’elettronica principale del compressore con indicazioni chiaramente serigrafate su ogni sezione e su ogni trim presente nella pcb. Qui si vedono relais e ic’s di ottima qualità forniti per lo più dalla Nec Japan e dalla That Corporation. Sono presenti infatti il T1246 e il T1646 rispettivamente per l’input e l’output. In basso, vicino a due pregiati condensatori marchiati dalla francese “Solen”, troviamo i primi due vca operanti sulla dinamica: i That 2181. Nell’angolo superiore sinistro sono situati gli altri due vca dedicati questa volta alla rms compression: i That 2252. Disposti verticalmente dietro il pannello frontale ci sono i due VU meter compatti e altre tre pcb, una dedicata alla pulsantiera e le altre due ai potenziometri continui e a scatti.

Il pannello

Il frontale del Compressor è ordinato e diviso in sezioni per migliorarne l’ergonomia di utilizzo. E’ di colore nero con serigrafie bianche, caratteristica cromatica tipica di quelle macchine che solitamente non puntano sull’apparenza ma sui contenuti. Tutti i pulsanti sono retroilluminati, alcuni con un differente livello di luminosità a seconda della funzione. Da sinistra il primo pulsante che si incontra è “ENGAGE”, più grande rispetto agli altri e di colore rosso, esso si occupa dell’hard wire bypass dell’intera macchina.

pannello DANGEROUS MUSIC COMPRESSOR

Segue la sezione dedicata al sidechain, denominata appunto “SIDECHAIN” con pulsanti di colore giallo, il primo in alto è “BASS CUT” che abilita un filtro passa alto del primo ordine posizionato a 60Hz sul segnale che va verso il detector del compressore. Più in basso  il “SIBILANCE BOOST” che applica al segnale sidechain uno shelving di +2dB posizionato a 5Khz in baxandall curve. Poco più a destra troviamo “EXTERNAL SIDECHAIN” che abilita l’insert posto nella parte posteriore della macchina e consente quindi di utilizzare un equalizzatore esterno per trattare il segnale sidechain. Sotto quest’ultimo c’è “SIDECHAIN MONITOR” che permette di ascoltare il sidechain! È la prima volta che mi trovo davanti ad una comodità del genere senza effettuare nessun giro di cavi e patchbay.  Continuando verso destra il nostro tour visivo troviamo la sezione “CONTOUR” con i controlli di colore verde; il primo pulsante in alto è “SMART DYN”, premendo il quale la macchina entrerà in una modalità di individuazione della dinamica doppia, un detector si occuperà dei picchi mentre l’altro osserverà la parte rms del segnale. Il secondo pulsante verso il basso è “SOFT KNEE”, se pigiato addolcisce la curva di intervento del compressore. L’ ultimo è “MANUAL ATT/REL”, inserendo il quale si abilita il controllo manuale dei valori di attack e release e si accende di conseguenza anche il led verde denominato “MANUAL” sulla destra del pannello. Disinserendo lo stesso, il compressore lavorerà con valori di attacco e rilascio automatici. Spostando lo sguardo più a destra si nota la sezione dedicata al metering, di colore rosso e denominata “METER”. Il primo pulsante in alto è “VU/COMP” e permette di cambiare ciò che viene visualizzato nella lettura dei due VU meter: la gain reduction o il livello del segnale. Il secondo pulsante “METER INPUT/OUTPUT” consente di visualizzare il livello di ingresso o di uscita sui VU meter se il pulsante superiore è impostato su “VU”.  Più in basso troviamo “-6VU” che evita di far arrivare i meter a fondo scala quando processiamo un segnale più denso, applicando un’attenuazione sulla lettura di questi due. Al centro della macchina trovano posto: i due VU meter per i rispettivi canali, il pulsante “STEREO” che collega i due detector e i due piccoli led verdi che indicano l’intervento del compressore accendendosi rapidamente e quindi in maniera più veloce rispetto ai due VU meter. Verso destra si trovano tutti i controlli rotativi di questa macchina, il primo e l’unico a scatti è “RATIO”, i valori sono 1:1-1.4:1-1.7:1-2:1-3:1-4:1-6:1-20:1. Seguono: “GAIN” con un range di +/-10dB, “THRESHOLD” con un’escursione di +/-20dB, “ATTACK” da 1 a 100 milli-secondi e “RELEASE” da 10 a 500 milli-secondi.

pannello posteriore pannello DANGEROUS MUSIC COMPRESSOR

Il pannello posteriore presenta solo connessioni su XLR bilanciato, questo vale sia per l’ input-output della macchina sia per il sidechain send e return. Spostandosi verso destra si notano prima i due trim per regolare lo zero dei VU meter e poi la presa IEC di alimentazione con interruttore e selezione del voltaggio.

Analisi

Il Dangerous Music Compressor esibisce caratteristiche elettroniche di tutto rispetto. La risposta in frequenza scende fino a 15Hz e sale fino agli 80kHz, il livello massimo in ingresso è generosamente ampio, +27dBu. Una facile e sicura interfacciabilità con altre outboard è garantita grazie ad un’impedenza di ingresso di 20kΩ ed una di uscita di 50Ω. Il rumore di fondo è dichiarato a -93dBu da 22Hz a 22Khz ma personalmente ho notato che è addirittura inferiore a quanto indicato. Come prevedibile da una macchina che si dichiara trasparente la THD+N è bassissima, minore dello 0,005%. Anche la percentuale di IMD è irrisoria, minore dello 0,007%. Il crosstalk tra i due canali è minore di 115dB ad 1Khz, sembra incredibile in una macchina compattata in sole due rack unity. La ingegnerizzazione del flusso di segnale all’interno del compressore risulta  molto ergonomica per l’ utente finale.

analisi recensione dangerous music compressor

analisi recensione dangerous music compressor

“ENGAGE” è un autentico hard wire bypass che non coinvolge nessun elemento attivo all’interno della macchina. “BASS CUT” e “SIBILANCE BOOST” sono utilizzabili anche con “EXTERNAL SIDECHAIN” inserito e si affiancano quindi al trattamento del segnale sidechain effettuato con un equalizzatore esterno. Essi si inseriscono sul ritorno del sidechain stesso e non influenzano dunque il segnale di sidechain send. “SIDECHAIN MONITOR” inserisce nel percorso di ascolto il segnale che va verso il detector del compressore con tutti i trattamenti in equalizzazione annessi ma chiaramente non con la gain reduction operata dal vca. “SMART DYNAMICS” sdoppia letteralmente il compressore in un peak compressor e in un rms compressor che lavorano in sinergia. Il rilascio e l’attacco automatico assegna un valore di circa 30 millisecondi per entrambi. In stereo link i controlli del canale superiore influiscono su quello inferiore, fatta eccezione per attack e release che restano indipendenti per ciascun canale. Il pulsante stereo linka i due canali ma continua ad utilizzare entrambi i vca per operare la gain reduction. In questo modo evita una obbligata somma in mono dei due segnali  verso un unico detector e quindi scongiura il pericolo che lo stesso ragioni solo sulla parte in fase del segnale ed operi perciò un’artificiosa gain reduction sul programma stereo. Il guadagno è posizionato prima della soglia quindi un eventuale aggiustamento del primo impone una conseguente regolazione della seconda.

In prova

Chi desidera controllare la dinamica di un segnale mono o stereo, senza aggiungere nessuna caratteristica particolare allo stesso, troverà nel Compressor un fidato strumento per farlo. La macchina non si presenta esclusivamente come mastering o “two-bus” compressor, lo dimostrano i controlli continui per threshold, attack, release e gain. Questo compressore se la caverebbe benissimo su un drum bus, su una traccia di basso o di voce da livellare. Tuttavia proprio i controlli non a scatti e dall’escursione generosa risultano un po’ laboriosi nell’utilizzo in fase di mastering, specialmente quelli relativi al guadagno e alla soglia. Ad ogni modo il Compressor si lascia perdonare grazie alle caratteristiche dei suoi musicalissimi vca. C’è da sbizzarrirsi nel controllo correttivo o artistico della dinamica: si possono domare gli attacchi dei transienti più veloci con degli attack/release degni di un limiter digitale e visualizzare facilmente l’azione dei rapidi vca tramite i due led che indicano con solerte prontezza il loro innesco; oppure si può decidere di scendere con la soglia utilizzando il lentissimo attacco di 100 msec e conseguentemente frenare solo la parte più densa del segnale, questa volta osservando la gain reduction sui due lenti VU meter.  Questi ultimi, seppure di non pregevoli caratteristiche estetiche secondo la mia opinione, sono in grado di svolgere a pieno la loro funzione e di contribuire, grazie alle ridotte dimensioni, a compattare tutta la macchina in uno spazio ristretto, consentendo infine sia di mantenere un certo ordine sul pannello sia di utilizzare una discreta dimensione per gli altri controlli. Davvero utile il passa alto sul sidechain, sebbene sarebbe più pratico con qualche scatto di frequenza aggiuntivo. Il filtro è perfettamente in grado di escludere la parte più energica delle basse frequenze liberando la macchina da ogni accenno di pumping. Anche “SIBILANCE BOOST” è uno strumento che modifica e non di poco il modo di lavorare dei due vca: in questa modalità il compressore è capace di levigare dolcemente le parti più aspre e pungenti presenti nelle medio alte ed altissime frequenze. Non finisce qui, il segnale sidechain può essere ascoltato tramite l’apposito pulsante e quindi equalizzato adeguatamente. Questa funzione risulta molto utile quando si utilizza un eq esterno per lavorare il segnale sidechain infatti si può direttamente ascoltare la parte di frequenza che si vuole sottrarre o aggiungere al segnale che verrà poi analizzato dal detector del compressore. E’ molto piacevole notare che un equalizzatore esterno può essere collegato utilizzando i due send/return finalmente bilanciati e su connettori xlr, niente cavi a “Y” o punti di insert sbilanciati per questo professionalissimo compressore. “SMART DYN” è una interessante sorpresa, si riesce a ridurre il crest factor del programma in un modo estremamente regolare e quasi invisibile, a patto di trovare il giusto compromesso con attack release e ratio. La funzione di attacco e release automatica è quasi inutilizzabile in stereo mastering ma potrebbe risultare una buona base di partenza per singole tracce o stem.  Lo stereo link è davvero coerente in termini di gain reduction, collegando i due canali non si ottiene mai una compressione che lavora esageratamente solo sulla parte centrale del segnale, è quasi un “compattatore” ideale per quei mix troppo aperti che necessitano di un mid più granitico e consistente. Le differenti ratio, incluse quelle al di sotto di 2:1 ed il controllo sul soft knee completano la versatilità dinamica della quale questa macchina orgogliosamente si fregia.

Conclusioni

Un compressore moderno ideale per il tracking, per il mix o per il mastering, bassa distorsione e grande musicalità ma soprattutto enormi capacità nelle prestazioni di controllo dinamico. Facile da utilizzare anche da mani inesperte grazie ai controlli intuitivi e al comportamento adattabile dei quattro vca che cavalcano le dinamiche con reattiva, eufonica e pulita gain reduction.