Descrivere l' universo emotivo di un messaggio video con il Sound Design

img-piccola-jacopo-vanniniIntroduzione al Sound Design

di Jacopo Vannini 

Ci sono tante  professioni poco conosciute,  una di queste sicuramente è quella del Sound Designer.
Un personaggio spesso sconosciuto o sottovalutato: il suo compito è quello di descrivere e amplificare l' universo emotivo di un messaggio video.

Cosa accadrebbe per esempio se ad un film, seppure bellissimo, togliessimo il sonoro?

Se è vero che i primi film della storia sono nati “muti” nei nostri giorni un film privo di audio (tranne in rarissimi casi), è praticamente impensabile.
Pensate per esempio al classico colpo di scena in un Film Horror: quando improvvisamente il mostro compare in una stanza, che fino a qualche secondo prima sembrava completamente vuota, ciò che ci fa sobbalzare sulla sedia, a parte l'orrenda creatura, è un picco sonoro improvviso, senza il quale il nostro spavento non sarebbe del tutto completo.

Fare il Sound Designer significa lavorare di fantasia, significa spesso e volentieri creare dei suoni che non esistono in natura e curare il dettaglio maniacalmente.
Ritengo che fondamentalmente il Sound Designer debba sperimentare, giocare. Io ho iniziato quasi per errore, mi son ritrovato a farlo e non ho più smesso.

E' strano, ma in un mondo dove ci sono miliardi di suoni già preconfezionati e pronti all'uso, trovo più emozionante creare un mondo sonoro personale e riconoscibile.

Gli oggetti non convenzionali

Mi capita spesso di essere chiamato per lavorare come sound designer e ogni film o animazione ha i propri problemi, ogni lavoro è un caso a parte. Lavoro molto con oggetti, spesso non convenzionali, oggetti che, se opportunamente “trattati” generano suoni insospettabili. Già.

Con il tempo ho scoperto che l'occhio vince l'orecchio.

Se il suono è in sincrono con l'immagine e rientra nelle caratteristiche sonore che il pubblico si aspetta,  il suono, che in realtà è nato fra le quattro pareti di uno studio, risulta reale, veritiero, credibile.

FANTASTICO.

Con il tempo impari a pugnalare zucchine, a spezzare con rabbia carote, affondare crudelmente un dito in un'arancia, a dare il senso del movimento del collo strusciando la mano sui jeans e così' via…
Ma trovare i giusti oggetti da “sacrificare” non basta se non si dispone della strumentazione adatta.

Gli strumenti del mestiere

Durante il percorso del suono, in fase di registrazione gioco tanto con i preamplificatori (a volte in catena uso anche Equalizzatori o compressori in base al suono che cerco).
Uso vari microfoni a diaframma largo, piccolo, alcuni piezo e un microfono idrofonico.
Cerco sempre di avere un buon segnale, anche con rumori o suoni relativamente molto bassi. L'idea di base è sempre quella di catturare suoni che raramente si sentono e che risultano particolari e caratteristici. L'uso di un premplificatore gioca un ruolo importante aiutando il microfono a fotografare suoni inaspettati.
Giocando in digitale con Plug-in (delay, riverse, pitch, flanger etc) si possono ottenere mondi sonori pazzeschi.
Questi mondi sono la linfa vitale per film e videogiochi, ma ammetto che spesso e volentieri sono utilissimi anche nel mondo musicale.

Nei prossimi articoli vi parlerò delle mie esperienze e vi farò degli esempi audio e pratici su come costruire i vostri unici e personalizzati, paesaggi sonori.

Auf Wiedersehen!

Jacopo Vannini

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