Editing e manipolazione Sonora, quando il CHAOS diventa legge

img-piccola-emanuele-frusidi Emanuele Frusi

Nel corso dei precedenti articoli, o se vogliamo, lungo il percorso effettuato fin ora, ho cercato di intavolare nel migliore dei modi, quali siano le conoscenze di base per effettuare a priori, la miglior scelta possibile nel nostro processo di produzione audio.

Comprendere i meccanismi di funzionamento di un microfono, ci permetterà di scegliere la soluzione più adatta alla nostra situazione, comprendere i processi di sintesi e di campionamento nel dominio dell’audio digitale, ed i relativi meccanismi di registrazione sonora, ci metterà in mano gli strumenti indispensabili per poter “ imprimere su nastro “ ( o su file, come è più giusto dire nel nostro caso ) il panorama sonoro che ci circonda.

Tutte queste scelte ed osservazioni, seguono un percorso abbastanza definito, per dirla in maniera più semplice, si adattano a tutte le situazioni, essendo le fondamenta imprescindibili in qualunque processo di produzione.

L’argomento che affronteremo oggi invece, è molto più delicato, e controverso, rappresentando infatti la parte più delicata del processo, il momento in cui tecnica e fantasia, unitamente a gusto ed eccentricità, si fondono insieme, per trasformare qualcosa in qualcos’altro.

EDITING AUDIO

Come l’etimologia ci insegna, EDITING significa “ modifica “ , trasformazione, il passaggio da uno stato all’altro, e nel mondo del Sound Design mi piace definirlo “ il momento in cui tutto è possibile e giustificabile “

Da appassionato  di scienza, e fantascienza vorrei precisare, ho sempre condiviso il principio di conservazione dell’energia , ovvero “ nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma “ ,

beh nell’editing audio, se considerassimo ( ed in effetti lo è ) tutto il parco di suoni che abbiamo immagazzinato e caricato all’interno della nostra Sessione di lavoro, come una data quantità di energia a disposizione, questo principio, anche se solo in parte, funziona a dovere.

Come altri colleghi ed amici hanno dimostrato in altri articoli di questa bellissima serie , dedicata al sound design, il processo di manipolazione ed editing per arrivare ad un risultato “ cinematografico “ , prevede la trasformazione, aggiunta e sottrazione , di un numero incredibile di  parametri e dati.

Entriamo quindi a tutti gli effetti nel mondo della Post – Produzione.

La prima distinzione che mi preme riportare, frutto del mio “ apprendistato “ in studio , è che esistono 2 macro-insiemi di distinzione nell’Editing Audio.

  •      EDITING COSTRUTTIVO
  •      EDITING DISTRUTTIVO

Voglio subito precisare che i termini “ Costruttivo e Distruttivo “ , non vanno intesi con un accezione positiva o negativa, sono solo due prese di posizione diverse, entrambe utili, che non si annullano a vicenda né implicano un metodo giusto e sbagliato.

L’Editing Costruttivo

è un processo di manipolazione sonora atto a conservare ed ottimizzare l’integrità del segnale sorgente, applicando un numero spesso molto alto di processi che tendono ad esaltare le caratteristiche positive del file audio, e “ nascondere “ , perché niente si elimina completamente per quanto speranzosi voi siate, i difetti del file stesso.

Possiamo prendere in esempio, relativamente all’Editing Costruttivo, quello che si fa in produzione musicale, dove le caratteristiche armoniche di ogni strumento, o la correttezza di una linea vocale, vengono processate per esaltare al meglio le qualità di quell’esecuzione, e di nasconderne, o limitarne, i difetti strutturali o di esecuzione.

Oppure l’editing audio necessario ad uno speech per un film, serie tv etc.

In questo caso specifico il lavoro di editing, è una parte più che fondamentale per la produzione, e la distribuzione successiva del prodotto a cui stiamo lavorando.

Eliminare imperfezioni di timing, i suoni prodotti dalla bocca e dalla saliva nel momento della registrazione, o ad esempio modificare la velocità narrativa, di cui un esempio che a me fa sempre ridere, è quella frase velocissima che si sente alla fine di uno spot pubblicitario, che per motivi di regia e di tempistica, deve essere manipolata e accorciata in termini di tempo.

Questa particolare tecnica è definita “ Time Stretching  “ , ovvero accorciare o stirare una porzione audio per renderla compatibile con la tempistica del video.

L’Editing Distruttivo

al contrario, è un processo che va modificare profondamente il segnale originale, a volte rendendolo praticamente irriconoscibile, per essere conforme al prodotto a cui stiamo lavorando ed al risultato che vogliamo ottenere.

Questo è un processo, in cui davvero la magia del Sound Design, svela per la prima volta le sue potenzialità.

Attraverso un ‘innumerevole quantità di processi e passaggi, il segnale originale, viene letteralmente stravolto, grazie all’utilizzo di tecniche di manipolazione sonora, o all’accorpamento di più strati ( layers ) sonori, che sommandosi all’originale ne modificano irrimediabilmente la composizione.

Il termine distruttivo è relativo alla conservazione del contenuto originale, che dopo questo processo di editing, viene compromessa, per dare origine ad un nuovo elemento sonoro, completamente nuovo.
Questa come avrete capito, è la parte che preferisco di tutto il processo di produzione, dove l’arte si mescola alla tecnica, creando qualcosa di davvero originale.
Gli elementi che abbiamo a disposizione in termini di editing audio, sono davvero moltissimi, ma la giusta tecnica per massimizzarne gli effetti in termini di resa, è molto complessa.

Descrivere ogni processo di editing e tool da utilizzare richiederebbe dei giorni, ma facciamo una veloce panoramica di quelli che saranno imprescindibili per ogni progetto a cui lavoreremo .
In termini di “ catena audio “ relativa al segnale, il primo passo , che abbiamo affrontato negli articoli precedenti , è il GAIN, relativo alla sezione di Preamplificazione.

Vediamo brevemente cosa avviene dopo e cosa abbiamo a disposizione in tutte le DAW presenti oggi sul mercato.

NOISE GATE :

Strumento indispensabile sia in EC ( Editing Costruttivo ) che in ED ( Editing Distruttivo )  , al fine di attenuare o sopprimere rumori di fondo o elementi di disturbo in una sorgente sonora. Wikipedia

EQUALIZZATORE:

Come sopra, elemento imprescindibile in fase di editing,  svolge la funzione di attenuare o amplificare una determinata porzione di frequenze del segnale originale, al fine di migliorarne o stravolgerne la percezione ( L’equalizzatore non crea assolutamente niente di nuovo rispetto al segnale originale, voglio che sia chiaro, in pieno rispetto del processo di conservazione dell’energia,  e andrebbe utilizzato in maniera coscienziosa, mi riferisco a chi crede che un suono a prescindere debba essere equalizzato, NON E’ COSI ! ).

In termini di EC, si utilizza per enfatizzare le caratteristiche gradevoli del suono in questione, o di nasconderne più possibile i difetti

COMPRESSORE :

Ancora una volta, un strumento molto utile , anche se non sempre indispensabile, utilizzato per gestire e rendere più efficiente la gamma dinamica di una sorgente sonora, molto frequente nella produzione cinematografica per gestire la grande escursione dinamica dovuta ai livelli del parlato e degli effetti sonori, o nella produzione musicale per gestire in fase di post produzione ma anche di musica live,  la dinamica dei vari strumenti coinvolti nello spettro sonoro.

Anche qui vale la regola del “ non è detto che molto equivalga a più bello “.

Il compressore è uno strumento tecnico molto usato anche in termini di ED, per sconvolgere la dinamica ed il risultato  di un segnale audio

A questi ne seguono molti altri,  alcuni indispensabili nella produzione,  ad esempio tutti i processi relativi alla gestione del Pitch o del Time, che potrete apprendere attraverso manuali dedicati o navigando in rete.
L’Editing audio è un panorama talmente vasto che è impensabile apprendere tutto il necessario da un’unica fonte, quindi consiglio vivamente di leggere, cercare, sperimentare, sbagliare ed imparare, e ancora probabilmente sarete a metà dell’opera.
Per quello che riguarda la mia personale esperienza, è la fase in cui ho trovato più soddisfazione e possibilità di esprimermi.

A questo punto vorrei riportare un esempio pratico, che viene da un prodotto da me creato.
Occupandomi di produzione di colonne sonore per film , l’elenco degli strumenti e librerie necessarie è praticamente infinito, purtroppo la realtà è che in un mondo cosi pervaso dall’utilizzo di librerie sonore e musicali di altissima qualità, alla fine i prodotti musicali sono, se non tutti uguali, per lo meno molto simili, in termini di scelta sonora.

La vastità di queste scelte oggi operabili, e la capacità necessaria per utilizzarli sono però due cose molto diverse, e a questo proposito voglio riferirmi al mio collega ed amico Stefano Maccarelli, che nel suo articolo ci mostra quanti elementi sono necessari ad una produzione di un trailer, e quanto “ manico “ ( nel gergo, si intende capacità professionale ) è indispensabile, per ottenere un prodotto paragonabile al livello ottenuto da Stefano nei suoi lavori.

Quello che cercavo nella mia posizione, era una serie di suoni percussivi nuovi, non presi da librerie preesistenti, che avessero una sonorità particolare, ed unendo l’utile al dilettevole, ho deciso di farmeli da solo.Schermata 2015-05-25 alle 20.07.22
Il punto di partenza era utilizzare elementi che avevo a disposizione, e vedere cosa succedeva. Quindi ho preso qualcosa che ognuno di noi ha in casa propria, ovvero “ posate, coperte ed altri utensili “ , ed il risultato è quello che segue.

 

Dopo aver  passato alcune ore a registrare e massacrare le posate di casa, ero arrivato ad avere qualche centinaio di samples audio,  ho quindi usato una nomenclatura  che mi permettesse di sfogliare i campioni velocemente, ed editato i files.

Esempi di Suoni Percussivi nuovi

Tagli ai samples per ottenere il giusto attacco. Leggera compressione per ottimizzare le dinamiche. EQ per enfatizzare solo la parte di spettro che volevo far uscire. Un lieve ambiente per mescolare il tutto.

Ecco un paio di files di esempio che mi ritrovavo in mano :

|| Cucchiaio ||

|| Cucchiaino ||

|| Tovaglia e posate  ||

|| Picchia tutto con forza   ||
Schermata 2015-05-25 alle 20.07.29

Sono poi passato a fare la stessa cosa, massacrando un piumone di casa, colpendolo con bacchette da batteria, e coprendo i microfoni con della plastica, in modo che l’aria spostata facesse muovere la plastica e aggiungesse delle sfumature ai campioni.
Ed ecco altri campioni che mi ritrovavo dopo un bella dose di editing :

1° campione

2° campione

Altri suoni incredibili sono riuscito ad ottenerli da un semplice foglio di plastica che poggiava sui microfoni, che, maniacalmente editato, ha prodotto questo strumento che ho chiamato CHAOS.

Quindi ho deciso di fare la cosa più utile per la mia esperienza, costruirmi una libreria da poter utilizzare con un Instrument di KONTAKT, troverete come farlo in moltissimi tutorial online…

Assegnando i campioni a delle slices e a dei tasti della mia Master Keyboard  , e lavorando ancora i campioni ecco il risultato, che onestamente non speravo di ottenere, e che ho utilizzato in diversi progetti :

In sintesi, l’Editing è un momento incredibilmente speciale nel processo di produzione audio e specialmente nel campo del Sound Design, fondamentale sia per ottimizzare tutto il parco suoni a nostra disposizione, sia per “ distruggere “ tutto e creare qualcosa di veramente nuovo.

Il processo che ho presentato prima, portato all’estremo della professionalità e ad un utilizzo più “ serio “ se vogliamo dire, sta alla base dei grandiosi layers sonori che ci fanno tremare il seggiolino quando andiamo al cinema a guardarci un gran film.

Voglio chiudere quest’articolo con un grande esempio di utilizzo di Editing Costruttivo e Distruttivo, ricordando ancora una volta che, una volta apprese le conoscenze fondamentali per partire da una buona base di lavoro, la sperimentazione e la fantasia sono gli unici limiti nella creazione di un grande lavoro di Sound Design, e che leggere ed informarsi e studiare per giunta, sono imprescindibili nel nostro lavoro.

Ecco quello che sarà probabilmente un Sound Design da Oscar nel 2015.

 

Un saluto da Emanuele Frusi

Lascia un Commento