Grace Design M905, recensione e intervista

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Mentre la gestione dei monitor a 5.1 è diventata molto comune nella produzione di film e contenuti in HD, il controllo dell’ascolto in stereo resta ancora lo standard per produrre e trattare la musica. Per questo nasce il controller Grace Design in versione appositamente stereo, l’m905.
A tal proposito abbiamo chiesto a Carmelo Sofi di Fiery Water Recording Studio di raccontarci la sua esperienza con il controller M905 di Grace Design.

Innanzitutto parlaci di te, della tua situazione e della tua esperienza a Fiery Water.
..io sono uno dei soci e fonico residente del Fiery Water Recording Studio.
Il workflow dello studio è strutturato su un hybrid ITB, sia in Recording che in Mix.
Sono un estimatore del digitale per la sua praticità e versatilità di utilizzo.
Ma sono anche estremamente convinto che l’outboard analogico sia in grado di infondere e di dare quel
qualcosa in più all’audio processato rispetto al clone digitale. Un gap, a parer mio, impossibile da colmare!

Che sensazione ti ha dato il Grace Design M905 una volta tolto dall’imballo?
L’imballo è un particolare a cui, io personalmente, presto molta attenzione, perché per me è sinonimo di
professionalità e di cura del dettaglio, in un certo senso... lo vedo come una coccola per il cliente.. che ancor
prima di avere tra le mani il prodotto acquistato, deve provar piacere già nello sballarlo... e questo imballo
veramente fantastico!!!
Mi permetto di fare un paragone, quindi di affermare che le stesse sensazioni, le ho provate, solo nell’aprire un
prodotto Apple!

Quali sono le features più interessanti ed innovative che hai trovato nella macchina?
È una macchina veramente completa, tutto quello che un sound enginer potrebbe desiderare da un Monitor
Controller, qua c’è..
Se devo sottolineare un particolare, sicuramente di non vitale importanza, che però mi ha stupito, probabilmente
perché non mi aspettavo di trovarlo, è: SPL meter.
Che misura, in tempo reale, il livello di DB SPL con cui stai lavorando!!! Puoi anche impostare se fast o low
mode, e come se non bastasse ti da la possibilità di scegliere tra due modalità di ponderazione A e C.
Questo, per me, non fa altro che denotare la meticolosità con cui è stata progettata l’M905.

Se dovessi trovarci un punto debole, quale sarebbe?
L’unico punto debole, se così si può definire, il collegamento tra Main chassis e il Remote control unit. Un cavo
ad 8 coppie, ha come pecca, un certo spessore ed una conseguente elevata rigidità, ma la cosa che lo rende
realmente scomodo da collocare, è il connettore DB15.
Potrebbe esser ovviabile sostituendolo con un connettore a 45º o 90º in base alle esigenze.
Ma dato che Grace Design ha, ovviamente, lavorato sodo per mettere sul mercato un Monitor Controller in grado
di soddisfare anche il sound enginer più esigente, potrebbero valutare di creare un ingresso DB15 che possa
ruotare, su due assi: sul asse orizzontale di 180º, e su quello verticale di 90º.
Forse.. Sto esagerando :P ... ma è una macchina così spaziale che mi fa volare con la fantasia!!!

Pensi che aggiungere M905 al tuo sistema migliorerebbe il tuo workflow? Se si, perché?
In questo momento, con il mio attuale workflow, non sfrutterei a pieno l’M905, principalmente perché non
utilizzerei la conversione DA, che è eccelsa!!! Ma tutte le altre features sono molto allettanti...dalla sopracitata
SPL Meter, a tutte le variabili di ingresso e uscite che aprono altrettante porte.
Per esempio, mi capita che il cliente per darmi un reference o per espormi un idea mi dica: “ho un Memo vocale
sul cel da farti sentire, possiamo ascoltarla qui...” oppure “aspetta ti faccio ascoltare un audio che ho su
whatsapp, possiamo connettere il cel alla console” ..tutte cose che oggi faccio comunque, ma con una serie di
passaggi che sono uno spreco di tempo ..avere l’M905 mi permetterebbe di interfacciarmi molto più rapidamente
con il cliente..
Dal mio punto di vista, ridurre i tempi morti in un mondo che va sempre di corsa, ed i clienti hanno sempre più
fretta ..è d’obbligo!!!
Quindi la domanda che mi pongo ora è: “Adesso che l’ho provata, potrò farne a meno?”