La preproduzione in studio

maurizio orfei contributorLa preproduzione di un progetto discografico

di Maurizio Orfei

La realizzazione di un progetto discografico (produzione) si articola in diverse fasi dal momento compositivo sino alla sua pubblicazione. In questa sede le seguiremo e analizzeremo trattandone le diverse esigenze tecniche, tenendo sempre presente che le stesse dovranno sempre rimanere al servizio di un progetto artistico e non solo di parametri di natura strettamente economica e che tutte rivestono la medesima importanza in quanto costituisco gli anelli di un'unica catena.

I criteri e le modalità di scelta descritte in queste pagine possono essere applicate alle produzioni di qualsiasi livello seppur chiaramente in maniera proporzionata al target finale e ovviamente al budget. Quindi sia che stiamo per realizzare un demo o un disco vero e proprio (singolo, EP, album), tenere come riferimento un certo modus operandi tornerà sempre e comunque utile alla qualità del prodotto finale oltre che alla ottimizzazione degli investimenti.

 

Qualche differenza potrà esserci tra un'autoproduzione e una produzione. La seconda vede di solito già coinvolta una Label (Indie o Major) auspicabilmente presente sotto l’aspetto economico oltre che disponibile a mettere a disposizione i propri mezzi, sia per la parte esecutiva che per i successivi steps come pubblicazione, promozione etc.

Oltre ai luoghi, incontreremo anche persone e descriveremo l'importanza delle varie competenze che, come le “macchine”, è bene che siano presenti nel nostro viaggio al fine di ottene La realizzazione di un progetto discografico

Il genere musicale

Il genere musicale del progetto implicherà delle scelte mirate, nei casi migliori anche per  il ruolo storico e la relativa importanza che alcuni studi e personaggi hanno rivestito nei decenni diventando riferimento e addirittura fonte di ispirazione per gli artisti (pensiamo solo agli Abbey Road Studios), spesso e volentieri anche e soprattutto per una invidiabile dotazione tecnica. Non ultimo il fatto che artisti particolarmente eclettici che fanno solitamente riferimento ad uno specifico genere musicale e che dispongano di un certo successo possano decidere di operare scelte inusuali in funzione del “nuovo” sound che intendono perseguire, per un singolo episodio della loro discografia o per una drastica svolta artistica. Viceversa la maggior parte dei processi saranno comuni per la realizzazione di un disco rock come per uno di musica elettronica, rimanendo tuttavia nell'ambito della musica cosiddetta “commerciale”.

Una produzione si articola in quattro fasi:
preproduzione, recording, mixing, mastering

In questo articolo affronterò l'aspetto della preproduzione.

La Preproduzione

La preproduzione costituisce la prima vera fase operativa di una produzione e comincia a coinvolgere strutture e persone terze rispetto al solo Artista/Band.

Questi metteranno insieme una quantità di materiale sufficiente ad un produttore artistico per operare la selezione più precisa possibile circa il materiale da produrre anche in funzione della coerenza del progetto. Pe capirci, i 10/12 brani che finiranno nel disco sono la “scrematura” della trentina di canzoni presentate in questa fase. Soprattutto in un'opera prima infatti non è detto che l'artista abbia già una personalità ben delineata e peculiare, quindi il ruolo del produttore artistico sarà fondamentale e determinante.

Operata la scelta dei brani su cui lavorare vi è la necessità di portarli a stesura definitiva (quante strofe, ritornelli, assoli, etc). Successivamente per ognuno di essi si realizzerà un Arrangiamento.

Qui entra in gioco un altro ruolo, quello dell'arrangiatore che spesso coincide con quello del produttore artistico, il quale darà seguito, con i diversi mezzi a sua disposizione, alla concretizzazione del sound da dare all'artista grazie all’utilizzo di Strumenti, reali o virtuali.

Il project studio

Cominciando a parlare di luoghi e mezzi, diciamo che per la sua natura informale, snella e preparatoria, la preproduzione non necessità di costosi studi di registrazione ma di quello che viene comunemente chiamato project
studio
. Questo spazio può corrispondere all'home studio dell'arrangiatore magari collocato nella tavernetta della sua bella casa di campagna oppure all'interno di Recording Studios di cui il project studio costituisce lo studio B, C, D, etc.

La dotazione tecnica del project studio sarà sicuramente costituita da:

 

  • la DAW (digital audio workstation), che costituirà il sistema di registrazione composing, editing e audio processing del materiale provinato. Le scelte cadranno sui soliti noti secondo propensione dell'arrangiatore quindi presumibilmente:
  • Logic o Cubase su piattaforma MAC o PC.

 

La DAW in questione sarà sicuramente ricca di virtual instruments piuttosto che di plug ins per il mix, visto che in questo momento non è di loro che abbiamo bisogno.

Non è esclusa la realizzazione di parti suonate con funzione di “guida”, soprattutto per chitarre e voci. Sarà quindi opportuno disporre di un:

  • preamplificatore di buona qualità, meglio se dual-channel (no stereo) magari tipo stripe channel
  • Microfoni, un buon dinamico tipo SM58, un condensatore large-diaphragm che potrebbe tornarci utile anche per riprendere una chitarra acustica qualora non ci accontentassimo o non potessimo avvalerci del segnale linea del pick up. A questo punto meglio se i microfoni LD fossero due, meglio se stessa marca e stesso modello nella rara ma pur possibile eventualità di una ripresa stereo.
  • Interfaccia Audio servirà per gestire ingressi ed uscite per i segnali eventualmente da riprendere e per il monitoraggio (ascolti e cuffie).
  • Cuffie almeno due paia, una per l'arrangiatore l'altra per l'esecutore
  • Ascolti ovvero sistema di monitoraggio che sarà quasi sicuramente tipo nearfield (attivo o passivo). Sconsigliato e inutile l'utilizzo di un sistema più potente viste le probabili dimensioni della regia.
  • Vocal Booth elemento di cui parleremo approfonditamente nei prossimi appuntamenti e che in sostanza è una piccola sala di ripresa che ci tornerà utile per le riprese “reali” quindi vocals, backing vocals, chitarre, etc.

 

Imprescindibile il principio guida da seguire circa la scelta delle “macchine”. Le loro caratteristiche tecniche dovranno essere proporzionate a questa fase di lavoro ma il livello qualitativo comunque rientrante nello standard professionale, magari coerente con quello che troveremo nelle fasi successive (marca e serie degli ascolti per esempio) al fine di rendere meno traumatico possibile il passaggio da uno studio ad un altro.

 

Maurizio Orfei

 

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