Sound Design: Scelta dei Microfoni Necessari

img-piccola-emanuele-frusi Di Emanuele Frusi

Nel precedente articolo ho voluto introdurre il mondo del Sound Design, da un punto di vista prettamente discorsivo e generico, ma per addentrarci nell’effettivo lavoro di un Sound Designer, avremo bisogno ora di parlare in maniera più specifica e tecnica, chiarendo alcuni concetti fondamentali e spiegando il funzionamento di alcuni elementi necessari al nostro lavoro.

Il punto di partenza, per qualunque Sound Designer, è la registrazione sonora, ovvero la possibilità di “ riprendere “ la nostra sorgente sonora, che poi in una fase successiva andremo a catalogare, editare e manipolare secondo le esigenze del progetto a cui stiamo lavorando.
Per affrontare il tema della registrazione, dobbiamo prima comprendere gli strumenti fondamentali che ci troveremo ad utilizzare praticamente ogni giorni, ossia 
le 2 componenti principali:

  • Microfoni
  • Registratori Multitraccia

Nell’articolo di introduzione, ho presentato dei prodotti  cosiddetti “ entry-level “, ovvero dei registratori che utilizzavano una soluzione di microfonazione “ on-board “, dove quindi non è necessario aggiungere materiale aggiuntivo, e grazie alla quale senza bisogno di integrazioni di terzo livello, si può cominciare a registrare e sperimentare con il suono.
Presentiamo quindi la tipologia di microfoni con la quale ci troveremo a lavorare.

i Microfoni da utilizzare

    • Microfoni a condensatore, con relativa figura polare.
    • Microfoni Shotgun “ Fucili “

 

Microfoni a condensatore

Partiamo dal concetto “ base “, che un Microfono nient’altro è che un Trasduttore Elettro-Meccanico, ovvero uno strumento in grado di convertire onde di pressione sonora, in segnali elettrici, poi riconvertiti dalla catena di emissione ( con ultimo step, lo speaker ) in onde sonore.
Il microfono a condensatore, quello di cui vogliamo presentare il funzionamento, sfrutta l’effetto capacitivo, ovvero la capsula microfonica, nella quale è introdotto un condensatore, composto da una lamina fissa ed una mobile, è sensibile alle variazioni di capacità, determinate dalla presenza di vibrazioni derivate dalle onde di pressione sonora. Grazie all’introduzione di questo elemento sensibile, I microfoni a condensatore hanno la caratteristica di ottenere una sensibilità ai suoni lontani e più lievi, estremamente maggiore rispetto ai loro “ parenti “, I microfoni dinamici, cosa che non deve comunque far confondere le idee definendoli per punto preso “ microfoni panoramici “ come invece spesso accade, la definizione di microfono a condensatore si riferisce difatti solo alla struttura elettrica e costruttiva del microfono e non al suo utilizzo.

esempio di capsula a condensatore.pngQuesta caratteristica comporta però un’emissione da parte della capsula, molto inferiore, per cui è introdotto all’interno del microfono stesso un preamplificatore, che per sua natura ha bisogno di essere alimentato elettricamente, attraverso una batteria ( introdotta in alcuni casi nel corpo microfono, o attraverso un alimentatore esterno ) o grazie ad un’alimentazione generata direttamente dal banco mixer, attraverso il cavo microfonico, chiamata “ Phantom “ e riconducibile a 48 volt. (Un esempio di capsula a condensatore in figura).

Il diagramma polare del microfono a condensatore

La sensibilità di questa tipologia di microfoni non è l’unica caratteristica utile ad un Sound Designer, bensì lo è anche il suo Diagramma Polare, o meglio le varie forme di Diagramma Polare.
Il Diagramma Polare di un microfono, è la rappresentazione grafica della sua sensibilità, in funzione della direzione di un segnale sonoro che lo colpisce, ovvero dimostra graficamente, quale sarà la percezione direzionale, di un microfono in base alla sensibilità e ad un segnale che lo colpisce.
Esistono diverse forme di Diagramma ( o Figura ) polare, e alcune di queste sono estremamente interessanti dal punto di vista di un Sound Designer, vediamo perchè.

  • Omnidirezionale : La risposta è pressoché uniforme per qualsiasi angolo di incidenza, quindi la percezione del microfono sarà teoricamente di 360° ( nella realtà numerosi sono I fattori, fisici ed ambientali, che potrebbero inficiare la perfetta resa di questo diagramma ), il “ microfono panoramico “ di cui si è soliti parlare, sfrutta questa figura polare.

diagramma polare omnidirezionale microfono.png

  • Bidirezionale o "figura a otto" - la risposta è massima per i suoni provenienti dal fronte o dal retro del microfono (angoli di incidenza di 0 e 180°), mentre è nulla per i suoni provenienti dai lati (angoli di incidenza di 90° e 270°).

diagramma polare bidirezionale microfono.png

  • Unidirezionale - la risposta è massima se la fonte sonora è posta di fronte al microfono e diminuisce progressivamente se la fonte ruota intorno al microfono (perpendicolarmente al suo asse); questo tipo di risposta è ottenuta combinando una capsula omnidirezionale con una bidirezionale e, a seconda della prevalenza del contributo dell'omnidirezionale, si ottengono figure polari più o meno direzionali:

 

  • cardioide - presenta un'attenuazione di circa 6 dB ad un angolo di incidenza di 90°, fino a respingere completamente i suoni provenienti da dietro (punto di ripresa nulla a 180° rispetto all'asse); il nome deriva dalla forma del suo diagramma polare, che descrive vagamente un cuore stilizzato.

    Pasted Graphic 5.png



  • supercardioide - la risposta è simile a quella del cardioide, ma è ancora più direzionale. Presenta un'attenuazione di circa 8,7 dB ad un angolo di incidenza di ±90° e un lobo di ripresa posteriore (dalla sensibilità e risposta in frequenza ridotta); il punto di ripresa nulla è a ±125° rispetto all'asse.

diagramma polare supercardioide microfono.png

 

  • ipercardioide - la direzionalità è ancora più accentuata rispetto al supercardioide, con l'effetto di aumentare la sensibilità posteriore. Presenta un'attenuazione di 12 dB ad un angolo di incidenza di 90° ed un lobo posteriore più ampio; il punto di ripresa nulla è a ±110° rispetto all'asse.

diagramma polare iper cardioide microfono.png

Come si può vedere, differenti tipologie di capsule, e di figure polari, consentono delle riprese sonore più adatte alle varie esigenze che un Sound Designer si troverà ad affrontare.

Esempi di utilizzo

Prendiamo ad esempio la necessità di creare un layer ( strato ) sonoro di rumore ambiente, come potrebbe essere un paesaggio naturale con un fiume, potremmo utilizzare un microfono omnidirezionale, oppure uno con figura ad 8, per poter riprendere nella sua totalità l’ambiente circostante, senza dare troppa importanza a singoli particolari, in quanto focalizzerebbero l’attenzione dell’ascoltare/spettatore ( non dimentichiamoci della coerenza tra quello che si guarda e quello che si ascolta ) su particolari non fondamentali per la scena.

Viceversa se la nostra intenzione fosse di concentrare l’attenzione su un singolo particolare, ad esempio un fiume al centro della scena, saremo sicuramente più “ comodi “ ed efficaci, nell’utilizzare microfoni direzionali con ad esempio un pattern Cardioide o addirittura SuperCardioide, direzionando il microfono verso la sorgente interessata, focalizzeremo grazie alla resa di quella figura polare, tutta l’attenzione verso quel preciso elemento.

l'importantza di scegliere bene

Nell’articolo di introduzione ho parlato di “ vedere il suono “, la figura polare di un microfono e le sue combinazioni sono l’esempio lampante di questa affermazione, e saper scegliere il giusto strumento, in maniera veloce e consapevole, spesso farà la differenza fra un buon lavoro o una serie infinita di problematiche.
In progetti di vaste dimensioni, dove si registrano centinaia se non migliaia di suoni, non c’è errore più grande ed incubo peggiore di una registrazione fatta senza i criteri di scelta giusti. Essere costretti a dover replicare la sessione di registrazione potrebbe essere disastroso in termini di tempistiche o economici, soprattutto se la location da cui si è ottenuto il materiale non è facilmente accessibile.

il microfono Shotgun

Immaginiamo adesso che la sorgente sonora che vogliamo riprendere, si trovi a grande distanza, e che per noi sia impossibile avvicinarci, come ad esempio il suono di un impatto di grandi dimensioni, non vorremo sicuramente trovarci nelle immediate vicinanze, per quanto la nostra curiosità ci dirà di farlo.
In questo caso un Sound Designer si troverà nelle medesime condizioni di un Fonico di presa diretta, che si trova a dover registrare un dialogo con un attore molto distante, o con molti elementi di disturbo attorno.
A questo scopo, un incredibile ricercatore della RCA, di nome Harry Holson, brevettò nel 1941 il cosiddetto “ Microfono Direzionale a Tubo di Interferenza “ , poi tradotto ai giorni nostri in “ Microfono Shotgun “ oppure “ Fucile - Mezzo Fucile “
L’obbiettivo di questo progetto era ottenere una focalizzazione super precisa di una sorgente sonora, ad una grande distanza, eliminando tutti I disturbi accessori che venivano da direzioni non inerenti quella della sorgente sonora.

il suo funzionamento

Spiego brevemente il funzionamento, Attraverso l’introduzione di un tubo, di varia lunghezza, che funge da linea di trasmissione acustica, posto davanti ad una capsula microfonica ( tendenzialmente una capsula supercardiode, già estremamente direttiva per sua natura ) il suono della sorgente, verso quale il microfono viene indirizzato, viene incanalato all’interno della superficie del tubo e quindi focalizzato, mentre tutte le onde sonore al di fuori della “ traiettoria “ della capsula microfonica, vengono catturate da tacche laterali distribuite sulla superficie del tubo di interferenza, e attenuate o cancellate grazie alla perdita di fase rispetto alla capsula microfonica.
Il Tubo di interferenza quindi, da la capacità al microfono di essere estremamente direttivo ed efficace anche a grandi distanze, risultando uno strumento fondamentale per qualunque Sound Designer Ecco un esempio di Figura Polare di un Microfono ShotGun.

figura polare di microfono shotgun.jpg  neumann-rsm-191i-shotgun.jpgQA-01-1213.jpg

Qui è dove poter reperire uno standard qualitativo per iniziare a lavorare:

Questa tipologia di microfoni, viste le dimensioni e l’utilizzo, presenta una vasta gamma di accessori, indispensabili per l’utilizzo in campo “ Field Recording “

Accessori

Shock Mount: ovvero una sospensione elastica grazie alla quale il microfono, nella mani del Sound D, o montato su un’apposita asta, non subirà le vibrazioni dovute alle sollecitazioni e allo spostamento

WindScreen: ovvero il famigerato “ antivento “, una superficie di materiale di assorbimento, grazie al quale si potranno diminuire gli effetti indesiderati del vento in location di registrazione all’aperto ( quindi nel 90% dei casi per un Sound Designer che si occupa di Field Recording )

Ed ecco un esempio pratico di quanto detto fin ora :
Registrazione su campo attraverso Microfono Shotgun
Registrazione su campo attraverso Microfono Shotgun.png

Registrazione di particolari sonori ( rumori, effetti etc ) attraverso l’utilizzo di Microfoni a Condensatori Omnidirezionali e non.

Registrazione Microfoni a Condensatori Omnidirezionali .png

Una volta comprese le  conoscenze necessarie all’utilizzo del giusto tipo di microfono per le nostre esigenze, Il passo successivo non potrà essere che, registrare il nostro materiale e catalogare in maniera opportuna e professionale i nostri files.

Nell’articolo successivo parleremo quindi di “ Registrazione Sonora e Catalogazione “

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