Superfici di Controllo VS Tastiera e Mouse

img-piccola-andrea-vassallinidi Andrea Vassalini

 

Durante la lavorazione audio, sia a livello tecnico che artistico, occorre trovare il modo di essere produttivi nella maniera più semplice e rapida possibile. Quest’articolo e’ dedicato al portare all’estremo la velocità di lavoro su una sessione audio. Nel corso degli anni ho provate davvero molte soluzioni. Ho utilizzato superfici di controllo (touch incluse) abbinate e non a tastiera e mouse per lavorare in Pro Tools. A mio parere la velocità e

precisione raggiunta con l’utilizzo della tastiera del Mac e un sistema di puntamento sono inarrivabili. Quanto meno se abbiamo la necessita di editare una sessione e non solo mixarla. Vediamo perché riassumendo le caratteristiche generali di Control Surface, Work Surface, Surface Touch e sistemi tradizionali di lavoro.

Control Surface

Esistono svariate superfici di controllo più o meno dedicate all’utilizzo di Pro Tools. A partire dai datati Pro Control e Control 24 si arriva alle attuali C|24 e Artist Series Artist Seriespassando per l’ormai superato Command 8. La vera forza di queste superfici, per quanto vengano pubblicizzate come reali sostitute di tastiera e mouse, è rappresentata dalla presenza dei fader fisici che permettono di interagire con le tracce della sessione. Mixare, creare automazioni, realizzare mandate cuffie indipendenti risultano essere processi rapidi ed efficaci. Nel momento in cui pero’ stiamo editando all’interno della session, tutti i soft keys, i pulsanti dedicati a un’infinità di tool e modalità e funzionalità di editing, non riescono oggettivamente a reggere il confronto con l’utilizzo degli shortcut della semplice tastiera. A patto certo che si conosca bene il proprio software. 

Worksurface

Non tutti conoscono la differenza tra le Control Surfaces e le Work Surfaces. Mentre le prima come dice il termine stesso vengono utilizzate per controllare il software con cui stiamo lavorando, interagendo con il mixer, i plug in e in parte offrendo la possibilità di editare direttamente da esse, le Work Surfaces riescono addirittura ad aggiungere funzionalità al software stesso. Con Pro Tools sono state introdotte le Worksurfaces Icon D-Control e D-Command una decina di anni fa, adesso rinnovate con le stupende Avid S6 e, in misura ridotta, Avid S3.Avid S6

Per darvi un’idea di cosa si intende con funzionalità aggiuntive al software stesso facciamo l’esempio di una traccia audio mono su cui abbiamo registrato una voce. Su una superficie come il D-Control è possibile ad esempio duplicare virtualmente il fader di quel canale assegnando ad ogni istanza una controllo diverso, ottenendo un canale che controlla il volume di quella voce, un altro che ne controlla la mandata a un riverbero, un altro che ne bilancia la compressione e così via. Tutto cio’ esclusivamente sulla work surface e indipendentemente dalla finestra di mix di Pro Tools.

In contemporanea le worksurface, soprattutto nell’ultimissima versione ammiraglia Avid Sl6 (dotata anche di un praticissimo schermo multitouch) sono pregne di pulsanti dedicati a infinite funzioni per editare le sessioni. Nonostante questo dispiegamento di forze, un’operatore Pro Tools ben preparato sugli shortcuts dedicati all’editing supera notevolmente la produttività effettiva ottenuta editando la session direttamente sulla superficie.

Superfici di controllo Touch

Recentemente ho avuto modo di provare e testare a lungo in studio l’ottima superficie di controllo Raven MTI della Slate Digital, attualmente la migliore sul mercato superfici di controllo. Una superficie di controllo sotto forma di schermo touch da 27 pollici dedicata a Pro Tools. Che dire, poter accedere direttamente ai menu, ai fader, ai parametri dei plug in con le dita è qualcosa di esoterico. La velocità in fase di edit e mix sale esponenzialmente con l’abituarsi a questo nuovo tipo di workflow operativo. Funzioni come ad esempio il selezionare un plugin in insert su una traccia risultano fluide e rapidissime. Restano ancora i limiti dettati dall’effettiva compatibilità di Pro Tools con il touch. Molti pulsanti sono troppo piccoli per essere direttamente selezionati e spesso si cade in errori di parallasse che comportano il dover ripetere l’operazione con conseguente perdita di tempo.

Tastiera e sistema di puntamento

Cercando di ottimizzare sempre di piu’ il processo di editing e di mix in una sessione di Pro Tools sono arrivato alla conclusione che studiando gli shortcuts corrispondenti al proprio modus operandi di editing si raggiunge un livello di efficienza sempre superiore all’utilizzo di qualsiasi superficie di controllo fisica, che resta comunque un must per l’utilizzo dei fader durante il mix. Da considerare anche il fatto che sono installabili software aggiuntivi (ad esempio Quick Keys per Mac) che permettono di creare Macro incredibili premendo solo un tasto e usando solo la nostra tastiera. Quello che trovo estremamente limitante nell’utilizzo di tastiera e mouse è proprio il servirmi del mouse per posizionarmi sui parametri o sulle zone della session con le quali occorre interagire. Per cui, provando sistemi di puntamento differenti ho raggiunto il massimo comfort e la massima efficienza accoppiando alla tastiera una tavoletta grafica.tavoletta grafica Può sembrare strano in ambito audio, ma vi assicuro che una volta superata la fase di training di coordinazione occhio-mano lanciare un plugin, editare una forma d’onda etc. non ha eguali in termini di praticità e velocità.

 

Conclusioni

Concludo dicendo che semplicemente con la volontà di imparare ed esercitarsi nel proprio lavoro quotidiano, ad esempio aggiungendo qualche comando da tastiera nuovo che non conosciamo, è davvero possibile raggiungere un’efficienza che solo all’apparenza è prerogativa di superfici di controllo hardware dai costi troppo spesso proibitivi.

 

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