Test del Grace Design M905 Analog Controller 2.1

di Marco Vannucci

Grace design m905, verso il monitor controller e oltre......

Cosa occorre in uno studio di post produzione, in uno di registrazione, in una mastering room, o dovunque ci sia da processare o registrare un segnale audio? Occorre una DAC, un attenuatore preciso, un meter di riferimento, un sistema per “routare" il segnale verso diversi ascolti, un fonometro per misurare il livello percepito; bisogna avere la possibilità di lavorare con segnali digitali provenienti da diverse sorgenti e a diversi sample rate, è necessario anche un sistema di talkback e un amplificatore per cuffie efficiente e pulito.
Grace Design ci permette di avere tutto questo in una sola macchina: M905 porta la definizione di “monitor controller” verso un altro standard, un livello nuovo che si adegua alle esigenze delle moderne strutture di registrazione, post produzione e mastering.

Hardware

Il monitor controller si divide in due componenti principali: l’unità di 2 RU dove è contenuta tutta la circuitazione, la DAC integrata, gli input/output digitali ed analogici e l’ alimentazione ed il remote audio controller che gestisce tutta la macchina tramite cavo.

Grace design m905

All’ interno dell’unità centrale tutti i componenti sono montati su schede pcb con saldature smd,

Grace design m905 test

la scheda di alimentazione e separata dalla principale, quest’ ultima è di tipo switching, piuttosto curata nella realizzazione ed ulteriormente stabilizzata con pozzi di corrente a fet.

Grace design m905

Una alimentazione ferma ed invariabile è caratteristica basilare per qualsiasi alimentazione che fornisce tensione e corrente per pilotare un convertitore D.A. Sulla scheda principale la circuiteria è ordinata e divisa in blocchi, per chiarezza le sezioni sono nominate direttamente sulla pcb. Spiccano IC’ s di ottima qualità : Il balanced analog input è affidato al That T1206, l ingresso sbilanciato all’ INA2134. La DAC è basata sul Burr Brown 1796 con l’ ottimo That 1570 come preamp, gli output analogici sono governati dagli opa1612 e dal opa1632 (sub out). Tutto è molto chiaro all’ interno dell’ M905, è facile muoversi con gli occhi sulla pcb ed individuare le varie sezioni dedicate alle diverse circuiterie.Il controller comunica con l’ unità principale via cavo multipin. All’ interno del remote è presente un piccolo microfono che consente di rilevare la pressione acustica, il potenziometro di attenuazione principale è un semplice encoder molto leggero in termini di facilità di rotazione.

Il pannello

Sul fronte dell’unita centrale è presente solo l’interruttore on/off, un led che indica lo stato di accensione della macchina ed una presa cuffie su trs stereo da 1/4. Sul retro della stessa trovano posto le numerose opzioni di collegamento analogico e digitale che questa macchina offre ai suoi utenti.

Grace design m905 test

A sinistra notiamo la presa di alimentazione, più in basso la usb per l’aggiornamento del firmware e una presa jack da 1/4 per collegare un pedale di controllo del talkback. Tra i due trova posto il connettore D-sub DA-15 per il collegamento del remote ed i molteplici input/output analogici e digitali. Cominciamo da sinistra con il connettore bnc di clock input, al suo fianco troviamo una vera e propria rarità dei nostri giorni, una semplice levetta che ci permette di decidere se terminare a 75 ohm il clock flow o no. Questa caratteristica aiuta ad avere collegamenti word-clock corretti in materia di impedenza e minimizza il jitter error. Proseguendo verso destra troviamo i più comuni input digitali: 2 aes ebu su connettori xlr, s/pdif su connettore pin, toslink e adat. Immediatamente dopo si trova una seconda presa usb, tramite questa l’intera interfaccia è controllabile da un computer previa installazione di un driver per Windows o addirittura plug & play per Apple. I digital output più a destra sono disponibili solo in versione aes e s/pdif. Ancora più a dx si trovano gli output analogici bilanciati su connettore xlr. Il primo è configurabile come DAC output o subwoofer output, il secondo “cue output” contiene il segnale “cue in” sommato con il segnale talkback ed il terzo “talkback out” è semplicemente il mono out del segnale talkback. Scendiamo di livello nella parte inferiore del back panel: nell’estrema destra c’ è il talkback input dedicato al segnale microfonico con preamplificazione e phantom controllabili dal remote, più a sinistra si trovano i 3 ingressi analogici: prima quello sbilanciato su 2 connettori rca seguito dal balanced input e dal cue in su connettori xlr. Continuando verso sx incontriamo i 3 stereo output bilanciati su connettori xlr dedicati ai 3 set di speaker selezionabili dal remote. Il remote controller è un piccolo gioiello di ergonomia e semplicità, uno schermo lcd a colori fornisce le informazioni di base per il monitoraggio del funzionamento della macchina,

Grace design m905 recensione

tutti i pulsanti principali sono retroilluminati e funzionano in modalità “pusch-hold-release”. Nella sezione posteriore del remote sono presenti un ulteriore uscita cuffie su jack stereo da 1/4, la presa per il collegamento del cavo multipin ed una usb per l’ update del firmware della control unit.

Grace design m905 recensione

Analisi

L’ M905 si presenta con le migliori credenziali necessarie per un monitoring ed un routing pulito senza aggiunta di distorsione armonica o rumore. La THD+N si ferma allo 0,0008%, la risposta in frequenza scende arrivando a 3hz e sale fino alla volta dei Mhz, il noise floor è a -102dBu ed assicura un range dinamico di 121dB. Crosstalk tra i canali di riferimento: minore di 100dB prima di 1khz fino ad arrivare a meno di 79dB a 20Khz. Common Mode Rejection Ratio di buon livello grazie all’ utilizzo di opamp di ottima qualità in ingresso, si parla di meno di 70dB sui 60Hz, su 1Khz e sui 10Khz. I livelli operativi massimi si attestano sui +25dBu per l’ ingresso bilanciato e +21dBu sull’ ingresso unbalanced, il massimo livello di uscita è di 26dBu. La DAC supporta sample rate fino a 192Khz 24bit e tramite le connessioni usb, aes e s/pdif anche il dsd64 o il dsd128.Grazie all’ utilizzo del protocollo DoP versione 1.1 il sistema riesce a tradurre i dati audio provenienti dal formato dsd in un formato leggibile anche in pcm. Le connessioni aes sono supportate in single o dual wire mode, stessa flessibilità per quanto riguarda le connessioni ottiche disponibili a ricevere il segnale digitale in modalità standard o s/mux. Per gli utenti mac l’ m905 diventa un interfaccia usb semplicemente collegando il rispettivo cavo ad una porta disponibile, non c’ è bisogno di installare nessun software poichè la macchina lavora direttamente con l’ applicazione core audio. Questo vuol dire che basta selezionare l’ m905 tra le interfacce disponibili nel menù a tendina dei più comuni sequencer audio per iniziare a lavorare. In windows è necessaria l‘ installazione di un driver per accedere a questa funzionalità. Sono disponibili fino a 10 canali in digital input e 2 in playback. Gli input 1-2 provengono dal digital input selezionato mentre gli ingressi dal 3 al 10 arrivano dall’ adat input. Gli input digitali come AES e S/PDIF supportano fino a DSD64 e 192khz in pcm, gli adat input lavorano fino a 48khz in normal mode e fino a 96khz con lo SMUX. E’ possibile limitare il quantitativo di ingressi digitali a 2, in questo modo si riesce a mandare in playback un file in formato DSD128, questa funzione non è ancora disponibile in osx. Gli ingressi e le uscite riguardanti l’usb devono essere tutte allo stesso sample rate per essere registrate o andare in playback correttamente tuttavia l’intero stream dati usb è asincrono rispetto al resto degli ingressi digitali. Pertanto se stiamo ascoltando l’audio proveniente da un ingresso digitale differente, la dac viene “cloccata” riferendosi a quel digital input mentre il clock dell’usb audio è mantenuto da un oscillatore ausiliario. Tale accorgimento permette di rimanere connessi al computer tramite usb anche utilizzando un sample rate differente rispetto a quello della DAW, in questo modo però i canali provenienti dalla workstation non saranno disponibili al recording- playback. Il clock dell’ intero sistema è consolidato dal “superclock”, un PLL molto lungo al quale occorrono alcuni secondi per stabilizzarsi e assicurare una jitter reduction di qualità. Grace Design ha sviluppato un algoritmo per simulare l’ ascolto in stanza di 2 diffusori acustici direttamente in cuffia. Questa modalità di funzionamento dell’ uscita cuffie denominato “X-FEED” è selezionabile dal remote controller.

In prova

L’ ergonomia e la facilità di utilizzo sono le prerogative di funzionamento del m905, è possibile iniziare a lavorare quasi senza leggere il manuale operativo, come su uno smart phone. Tutto è gestito dalla remote control unit, tutti gli switch, i pulsanti e i potenziometri della stessa, lavorano per la maggior parte dei casi in modalità touch-hold-release. Diverse azioni sono gestibili dallo stesso comando a seconda di come lo si impiega, ciò favorisce la compattezza della “control unit” e la facilità d’ uso. L’ intero sistema di controllo si imposta in due modalità operative di base : “normal mode” e “setup mode”. In “normal mode” l’ utente trova tutte le funzionalità più comuni di un monitor controller, è facile selezionare l’ ingresso dal quale prelevare il segnale e di conseguenza decidere verso quale sistema di ascolto indirizzarlo. Il grande encoder centrale è morbidissimo nella sua azione di attenuazione e “dimmera" una scala di valori da 0 a 100: premendolo si sceglie se controllare il livello speaker o il livello cuffie, mantenendo lo stesso premuto si richiama il preset del livello di riferimento impostato dall’ utente. Da qui comincia e prosegue il “riassunto” delle funzionalità che la Grace Design ha progettato per ridurre il numero dei pulsanti e dei potenziometri in questa macchina. Il tasto “MUTE” tenuto in “hold” diventa un solo left o un solo right, il pulsante “DIM” attenua di una quantità prestabilita lo speaker output ma mantenendolo premuto diventa anche un on-off per ingaggiare l’ algoritmo x-feed nell’ ascolto in cuffia. Ancora il tasto “MONO” attiva l’ ascolto della somma mono dei 2 canali stereo ma se viene tenuto in “hold” permette l’ ascolto della parte side del segnale. Il pulsante “MON>CUE” ha sia la funzione di mettere in monitor verso il cue output il microfono di talkback sia di resettare il picco di spl rilevato dal meter. E’ il caso di spendere due parole su quest’ultimo strumento offerto in bundle con questa macchina: si tratta di un spl meter che lavora grazie al microfono integrato dentro la control unit. E’ possibile adottare diverse curve di pesatura e regolare una differente risposta in termini di tempo. Questa interessantissima caratteristica tornerà utile ogni qual volta si dovrà fare un confronto “equal loudness” o tarare un nuovo sistema di ascolto. Il tasto “SETUP” nell’ angolo superiore dx permette di entrare nel “setup mode”, qui ogni pulsante ci consente di accedere alle impostazioni relative. Ad esempio schiacciando il pulsante assegnato ad ogni ingresso in “setup mode”,si ha la possibilità di regolare un offset del livello di input, scegliere la sorgente di clock predefinita per quel preciso ingresso, decidere se abilitare o meno il pll del super clock o se utilizzare il sistema “demphasis” per gli input digitali. Lo stesso accade per i tasti riguardanti i diversi speaker output dove e possibile scegliere il nome dello speaker, calibrare un level offset specifico, scegliere il balance tra L e R, dimmerare il livello del sub output per ciascun speaker o ancora scegliere il livello di riferimento assegnato a ciascuna coppia di ascolti. E’ interessante poter scegliere un livello di loudness personalizzato per ciascun tipo di monitor e quindi personalizzare anche il livello del sub accoppiato a quella determinata coppia di diffusori. Anche se non è possibile selezionare la frequenza di taglio del cross over, il risultato finale sarà sicuramente un loudness matching più preciso quando si cambia tra uno speaker output e l’ altro. Il sistema di talkback è in grado di adattarsi a qualsiasi necessità: dispone di un pre-amplificatore integrato per un microfono esterno con tanto di alimentazione phantom, è possibile configurare la modalità “latch” o “momentary” del pulsante e persino selezionare il quantitativo di attenuazione applicato allo speaker output quando si schiaccia il tasto talkback. Il sistema “X-FEED” è piuttosto realistico, raggiunge un ottimo bilanciamento tra emulazione e linearità, rende l’ ascolto in cuffia marcatamente più confortevole rispetto alla modalità di riproduzione normale. Nella modalità setup, l’ m905 è competamente cofigurabile, ogni uscita, ogni ingresso ha la sua schermata lcd dedicata dove è possibile selezionare praticamente tutti i parametri che possono essere necessari per inserire la macchina in qualsiasi sistema. La DAC integrata assicura un buon livello qualitativo di conversione del segnale digitale, lo standard è in linea con altri prodotti di similare fascia di prezzo. Si può integrare questa macchina praticamente ovunque, le innumerevoli possibilità di configurazione e il quantitativo di formati compatibili in input / output rendono l’ m905 il monitor controller più flessibile ed adattabile mai visto.

Conclusioni

Grace Design ha fatto centro, ha creato un monitor controller estremamente “smart” nella facilità di utilizzo, nello stesso tempo il dispositivo è enormemente duttile nella sue capacità di configurazione risultando mai macchinoso o di difficile comprensione. M905 troverebbe posto facilmente in qualsiasi studio di registrazione, di post produzione o di mastering proprio grazie alla sua capacità di incastrarsi ed integrarsi ai complessi sistemi di connessione e routing che troviamo negli studi di oggi.

Ringraziamo Marco Vannucci per questa ottima recensione.