Virtual Sound in abito professionale

Object Based Surround

La rivoluzione dell’audio virtuale, in campo professionale, sta avvenendo in questo momento storico, dato che queste tecnologie sono nuove e relativamente costose.
In particolare nel cinema, i sistemi surround “object based” diventeranno uno standard.
Questo sistema necessita l'installazione di molti diffusori posizionati in punti strategici dentro la sala (fino a 64), questo implica dei costi molto elevati per l’implementazione di tali tecnologie, inoltre i prodotti cinematografici che vengono rilasciati con questa codifica sono pochi e solamente in lingua inglese. La causa è dovuta al doppiaggio, poiché generalmente quando un prodotto cinematografico viene doppiato, la codifica dei suoni viene modificata e viene mixato solitamente in 7.1.
In Italia sono veramente poche le sale cinematografiche che utilizzano un sistema audio ad oggetti, dato l’elevato costo e il numero contenuto di prodotti cinematografici in lingua italiana che adottano questa tecnologia.

Prima dell’avvento di queste codifiche i mix per i prodotti cinematografici erano fatti (e lo sono tuttora) in 5.1 e 7.1; queste codifiche impongono che ci sia una traccia audio per ogni canale del sistema di riproduzione. Al contrario, i sistemi “object based” si compongono di oggetti sonori che sono a sé stanti e che compongono un particolare evento sonoro nella scena (Es. dialogo, rumore di un veicolo); ogni dettaglio viene identificato con un metadato particolare che indica la posizione dell’oggetto nella scena sonora e eventualmente il suo spostamento.
Durante la riproduzione gli oggetti vengono elaborati dal decoder che, in base al posizionamento dell’oggetto nella scena sonora, attiva solamente i diffusori coinvolti. (Federico Brighi,2016)

Dolby Atmos e DTS:X

audio virtuale professionale
Dolby Atmos e DTS:X solo le principali tecnologie attualmente in uso in campo professionale.
L’utilizzo di Dolby Atmos consente una totale immersione nel suono, il sistema permette di utilizzare fino a 64 diffusori;  la maggior parte sono posizionati lungo tutta la circonferenza della sala, inoltre per garantire la posizione del suono anche sull’asse verticale, sono posizionate lungo il soffitto due file array di diffusori.
Un'altra particolarità di questo sistema è data dai subwoofer, essi oltre ad essere posizionati davanti all’ascoltatore, sono anche posizionati ai lati per raggiungere così il massimo livello di localizzazione sonora.
Il funzionamento di questo sistema prevede, come descritto prima, che ogni diffusore possa essere pilotato singolarmente e differentemente delle file array nei sistemi 5.1/7.1, dove gli speaker lavorano sempre tutti assieme attivati dallo stesso segnale. (Federico Brighi,2016)

 

“With Dolby Atmos, sound designers don’t have to limit a sound to a particular channel.” (Roberts, 2016) 

Il sistema DTS:X lavora in modo analogo, ma ha la peculiarità di poter posizionare i diffusori in modo completamente customizzabile, in quanto non vi è un posizionamento rigido come quello di Atmos.
La scena sonora viene creata attraverso un algoritmo che, in base alla posizione dei diffusori, sceglie quali speaker pilotare. (Plendlebury, 2016)

Waves NX

Ci sono altri prodotti riguardanti l’audio virtuale che stanno nascendo in questo periodo storico.
Uno di questi, che probabilmente rivoluzionerà il mondo dell’audio, è il plugin Waves NX.
Questo programma consente di emulare l’ascolto mediante i diffusori attraverso l’utilizzo di cuffie.
Il sistema utilizza una webcam e un sensore posizionato sull’archetto delle cuffie, che dopo aver effettuato un'attenta calibrazione, riconosce i movimenti della nostra testa e regola la risposta del suono simulando un vero studio di registrazione.
Il software, sempre in base alla posizione della testa, regola la differenza di intensità e il delay del suono tra le due orecchie, inoltre crea una sorta di ambiente nelle cuffie aggiungendo delle early reflection virtuali.
Questo sistema non solo simula l’ascolto stereo con due diffusori, ma permette anche di ascoltare e mixare in surround 5.1/7.1 senza aver bisogno di speaker ma utilizzando con un semplice (e relativamente economico) paio di cuffie.
(Waves, 2016)
Il risultato di questo prodotto è soddisfacente, il suono risulta abbastanza simile all’ascolto attraverso speaker. Questa tecnologia sicuramente rivoluzionerà il mondo del Pro Audio.
Il processo di mix attraverso l’utilizzo di Waves NX  è accettabile ma, per ora, non può sostituire l’ascolto effettuato mediante l’utilizzo di studio monitor in una stanza trattata acusticamente.
(Preshan, 2016)